venerdì 3 febbraio 2017

Dipingere è amare ancora


                   
Charles Camoin
Harbour of Cassis with Two Tartanes, ca. 1905


                         Dipingere significa amare ancora. 


 "Soltanto quando si parla con gli occhi dell’amore si vede quel che il pittore vede, e il suo è un’ amore libero da ogni senso di possesso. Il pittore è costretto a condividere ciò che vede. Normalmente ci fa vedere o sentire quel che di solito ignoriamo o da cui siamo immuni. 

 Il suo approccio al mondo ci dice, in effetti, che niente è vile o ripugnante, che niente è banale, piatto o insapore, a meno che non sia la nostra visione ad essere carente. Vedere non è semplicemente guardare. Si deve guardare e vedere. Vedere dentro e intorno

 Oppure come disse una volta Jhonn Marin: “ l’arte deve mostrare quel che accade nel mondo”. Ricordo perfettamente la trasformazione che si produsse in me quando per la prima volta incominciai a guardare il mondo con gli occhi del pittore. 

Le cose più familiari, gli oggetti che  avevo visto da quando ero nato, divenivano una fonte perenne di stupore e, con lo stupore, naturalmente l’affetto. Un bricco, un vecchio martello, una tazza sbocconcellata, qualunque cosa mi capitasse sotto gli occhi, la guardavo come se non l’avessi mai vista prima. 

 Ed era proprio così, non passa forse la maggioranza di noi, attraverso la vita, quasi fosse cieco, sordo, insensibile? Ora, via via che studiavo la fisionomia dell’oggetto,la sua superficie, il suo linguaggio, entravo nella sua vita, nella sua storia, nel suo scopo, nella sua relazione con altri oggetti, e tutto contribuiva a rendermelo più caro..."
estratto dal libro di Henry Miller, Dipingere è amare ancora
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