martedì 29 settembre 2015

Imparare a disegnare e dimenticare..

                        


 "Soltanto quando si parla con gli occhi dell’amore si vede quel che il pittore vede e il suo è un’ amore libero da ogni senso di possesso. Il pittore è costretto a condividere ciò che vede. Normalmente ci fa vedere o sentire quel che di solito ignoriamo o da cui siamo immuni. 

 Il suo approccio al mondo ci dice che niente è vile o ripugnante, che niente è banale piatto o insapore, a meno che non sia la nostra visione ad essere carente. Vedere non è semplicemente guardare. Si deve guardare e vedere. Vedere dentro e intorno

 Oppure come disse una volta Jhonn Marin: “ l’arte deve mostrare quel che accade nel mondo”. Ricordo perfettamente la trasformazione che si produsse in me quando per la prima volta incominciai a guardare il mondo con gli occhi del pittore. 

Le cose più familiari gli oggetti che  avevo visto da quando ero nato, divenivano una fonte perenne di stupore e con lo stupore naturalmente l’affetto. Un bricco, un vecchio martello, una tazza sbocconcellata, qualunque cosa mi capitasse sotto gli occhi, la guardavo come se non l’avessi mai vista prima. 

 Ed era proprio così , non passa forse la maggioranza di noi attraverso la vita quasi fosse cieco, sordo, insensibile? Ora, via via che studiavo la fisionomia dell’oggetto la sua superficie, il suo linguaggio, entravo nella sua vita, nella sua storia, nel suo scopo, nella sua relazione con altri oggetti e tutto contribuiva a rendermelo più caro."
Henry Miller da Dipingere è amare ancora su Artessenza per un'arte illuminata


 
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